| Teatro/1 Disertata la costosa rassegna organizzata dalla Regione e dal ministero dei Beni culturali Tre "flop" sul palcoscenico I paganti sono stati 57 complessivamente, l´Umberto è rimasto semiv |
05/12/2008 |
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Vinicio Leonetti Tre spettacoli all´Umberto e 57 spettatori paganti in tutto. Incasso: poche centinaia di euro. Il flop l´ha registrato "Calabria palcoscenico", una rassegna che rientra nel programma del Magna Graecia Teatro festival finanziato da Regione e ministero dei Beni culturali con 1,6 milioni di euro. Al primo spettacolo "In viaggio con Dante" qualche settimana fa si sono presentate al botteghino soltanto 14 persone, tutti gli altri erano "invitati" a teatro. Il secondo spettacolo "Le male bestie" su don Luigi Sturzo però ha fatto raggiungere la cifra record di 22 paganti. L´ultima commedia "Questi fiori li ho raccolti stamattina" di martedì scorso ha visto sedute soltanto 21 persone che hanno comprato il biglietto. Tutti gli altri sono entrati con l´invito. Ma si fa per dire, perchè dei 150 posti a sedere nel "Pidocchietto" quasi la metà sono rimasti vuoti. «Abbiamo dato spazio a questo laboratorio teatrale per accogliere un´esigenza molto sentita in città», aveva detto Giovanna De Sensi, consulente culturale del Comune, presentando l´iniziativa. L´obiettivo è nobilissimo: valorizzare le risorse calabresi che albergano nel teatro. Ma i numeri dei biglietti sono crudi testimoni di un malessere che c´è in una città ridotta senza teatro e senza cinema dalla scorsa stagione, e senza grandi prospettive di rinascita se non quella dell´acquisto del Grandinetti da parte del Comune. Ed anche se il contratto di compravendita dovesse essere firmato oggi, e se Palazzo Maddamme avesse tutti i finanziamenti per metterlo a norma, la ristrutturazione del Grandinetti non permetterebbe di tenere spettacoli prima dell´autunno del prossimo anno. I lametini che fino all´anno scorso affollavano gli spettacoli della stagione di prosa, tanto da richiedere la replica, oggi si sentono depauperati. Con la sola possibilità di andare a teatro raggiungendo in macchina il Politeama di Catanzaro o il Rendano di Cosenza. I più coraggiosi si spingeranno fino al Cilea di Reggio. La valorizzazione delle professionalità di attori calabresi è un lavoro sacrosanto, ma sono sempre i grandi nomi ad attirare la gente. Con i soldi pubblici utilizzati per tenere i tre spettacoli disertati forse sarebbe stato meglio finanziare una parte dell´acquisto del Grandinetti, per abbreviare i tempi e restituire ai lametini il diritto alla cultura che hanno perduto. |
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