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NAPOLI. Quando la testa del corteo arriva a Piazza Plebiscito, la coda è ancora alla Rotonda Diaz. Un serpentone di 2 chilometri e mezzo, composto, allegro, colorato ma silenzioso. Poche canzoni ma tanti striscioni. Centomila persone, secondo le stime degli organizzatori, che hanno sfilato in ricordo delle tante vittime di tutte le mafie per la XIV Giornata nazionale della memoria e dell´impegno che quest´anno si è tenuta a Napoli. Al centro del lungo corteo si fanno notare lo striscione nero con scritta bianca ´´Tu potrai dirmi che sono un sognatore ma non sono l´unico´´ di un liceo di Marano e quello degli immigrati della provincia di Caserta ´´Contro la camorra e il razzismo´´. Sul palco si alternano i famigliari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni cittadine a leggere i nomi delle quasi 500 persone che hanno perso la vita a causa della criminalità. Un lungo applauso ha accompagnato il discorso di Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, giovane mamma uccisa dalla camorra mentre accompagnava i figli a scuola. ´´Aveva 39 anni - ha detto la ragazza tra la commozione dei presenti sul palco - è stata uccisa senza alcuna logica e spiegazione. Occorre trasformare la rabbia in qualcosa di positivo. Quello che abbiamo vissuto non deve capitare più a nessuno. Impegnarsi per la memoria non è né stupido né inutile. Voglio ringraziare tutti e finalmente lo posso dire grazie a Napoli´´. Mentre parla dal palco della 14esima giornata della memoria e dell´impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie, è spesso interrotto dagli applausi. Forti, sentiti, accompagnati da grida di incoraggiamento. Don Luigi Ciotti, referente nazionale di Libera, organizzatore della manifestazione, deve alzare la voce per farsi sentire prima che inizi il rituale della lettura degli ormai 900 nomi di vittime innocenti della criminalità organizzata. ´´Questa giornata è per le nostre coscienze un impegno a ricordare, ed è un pugno nello stomaco per quanti restano alla finestra a guardare. Non dobbiamo chiedere alle istituzioni di fare la loro parte, se noi per primi non facciamo la nostra´´, grida alle persone raccolte in piazza del Plebiscito. Il corteo, marciando dalla Rotonda Diaz, si è ingrossato, e gli organizzatori ormai dicono che si è in 150mila. Don Ciotti cita Dalla Chiesa, ´´lo Stato dia come diritto ciò che le mafie danno come favore´´, e invita ´´chi vive nel crimine´´ a fermarsi. ´´Che vita è la vostra? Ne vale la pena? alla fine che vi resta? La vostra è una condanna a vita, questa non può essere vita´´, interroga tra gli applausi. E ribadisce che la Costituzione che ´´all´articolo 1 parla di lavoro, perchè la lotta alla mafia comincia dal lavoro. E non bisogna confondere legalità e giustizia. Il concetto di legalità è usato da troppi a legittimare misure e provvedimenti che vanno in direzione opposta alla giustizia sociale´´. Parla tra gli applausi anche un rappresentante degli immigrati della provincia di Caserta, che invoca legalità e sicurezza per tutti, per una pacifica convivenza tra italiani e immigrati. ´´Noi siamo sempre con loro e loro non sono mai morti´´ conclude ricordando i sei ghanesi uccisi dalla camorra a settembre scorso. ´´È una grande giornata, dove istituzioni, cittadini e associazioni dimostrano che lavorando insieme si può, Napoli ce la può fare´´ dice a sua volta il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma. ´´Penso sia importante in una parte del paese martoriata dalle mafie una presenza così significativa, sicuramente dà una speranza per il futuro´´, aggiunge il segretario generale Ugl Renata Polverini. La giornata è iniziata con l´inno di Mameli e i 480 familiari di vittime delle mafie italiane e non aprire un lungo serpentone che contiene giovani arrivati da 30 nazioni diverse, 1500 piemontesi arrivati con un treno speciale e 100 bus, mille siciliani giunti su due navi, 300 dalla Toscana. Dalle scuole di tutto il paese sono arrivati 800 alunni. Al centro del corteo, uno striscione nero con in bianco una citazione da John Lennon: ´´Tu potrai dire che sono un sognatore, ma non sono l´unico´´. Oggi è la primavera dell´antimafia. Come ogni anno si celebra la giornata della Memoria e dell´impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e Avviso Pubblico. Nella quattordicesima edizione di quest´anno il testimone passa a Napoli, terra di mille contraddizioni e mille colori. Qui oggi si ritroveranno in tanti per ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnovare in nome di quelle vittime il proprio impegno di contrasto alla criminalità organizzata´´. Lo afferma il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, a Napoli per partecipare alla manifestazione. Il sindaco partecipa al corteo e interverrà al seminario ´´Prevenire e contrastare l´infiltrazione mafiosa negli enti locali. Perchè serve una nuova legge?´´, a cura di Avviso Pubblico, sul tema dello scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa. Coordina Toni Mira, giornalista dell´Avvenire. Sono previsti oltre al sindaco di Lamezia gli interventi di Alessio Chiavetta, sindaco di Nettuno, Rosario Crocetta, sindaco di Gela, Alberto Cisterna (DNA), Alessandro Pansa, Prefetto di Napoli, Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione nazionale Antimafia. ´´Questa lotta - ha detto il sindaco di Lamezia Terme- significa molto. È una lotta per la libertà di ciascuno di noi. Rappresento una comunità sensibile e solidale che con grande impegno e coraggio ha creduto nel riscatto, nella libertà e con fatica sta ricostruendo il tessuto democratico diventando esempio di positività. Lamezia è il sud che reagisce, che non si rassegna, ma risponde con passione democratica e forza´´.(21-03-09)
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