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CATANZARO. Il ricorso ai meccanismi incentivanti e la richiesta a Governo e Parlamento di adottare ´´tutte le necessarie iniziative di competenza perché siano presto apportate le necessarie modifiche alla legge sull´ordinamento giudiziario, in modo da consentire di nuovo, nel rispetto dei principi costituzionali, di rifornire di magistrati gli uffici di Procura´´. È questa la presa di posizione dei procuratori della Repubblica presso i Tribunali di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Locri, Palmi, Paola, Reggio Calabria, Rossano e Vibo Valentia, e i procuratori della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni di Catanzaro e Reggio Calabria. Richieste considerate imprescindibili e specificate al termine di un incontro che si è svolto ieri sera a Catanzaro. Una giustizia al ´´collasso´´, secondo i magistrati dirigenti, con una grave situazione di organico per i trasferimenti dei magistrati attualmente in servizio e che evidenzia scoperture pari ad una media del 40%, ma con punte del 100% per la Procura presso il Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. ´´Tale situazione - è scritto in un comunicato diffuso al termine della riunione - è effetto della recente legge sull´ordinamento giudiziario che fa divieto di destinare agli uffici di Procura i giovani magistrati vincitori di concorso. Ne consegue che l´unica fonte di approvvigionamento degli uffici giudiziari del Sud, da sempre costituita dall´invio di magistrati vincitori di concorso destinati d´ufficio, risulta, per i soli uffici di Procura, del tutto inaridita. Ad eccezione della prima destinazione - evidenziano i magistrati dirigenti - i magistrati possono essere trasferiti ad altra sede soltanto a loro domanda´´.Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, ´´le sedi di Procura tradizionalmente non ambite, perché situate in territori che non producono un numero sufficiente di magistrati tale da coprire gli organici, sono pertanto destinati a rimanere senza copertura man mano che i magistrati non del luogo, acquisito il necessario punteggio di anzianità, ottengono il trasferimento nelle sedi di loro provenienza. Il nuovo meccanismo varato dal legislatore - secondo i magistrati dirigenti calabresi - orientato a garantire che tutti i magistrati facciano un´esperienza nel settore giudicante prima di assumere le funzioni di pubblico ministero, risulta incompleto nella parte in cui nulla prevede per assicurare la necessaria copertura degli uffici di Procura. Esso, infatti, nella sostanza, prevede l´immissione nel sistema giudiziario di soli magistrati destinati al settore giudicante e non assicura più la destinazione di magistrati alle Procure´´. Nel comunicato stampa è stato anche dichiarato che ´´i magistrati dirigenti delle Procure della Calabria intendono sottolineare con forza la gravissima situazione che si sta progressivamente determinando negli uffici diretti, molti dei quali presto non saranno in grado di funzionare per la mancanza di magistrati, impedendo sia lo svolgimento delle indagini, sia l´esercizio dell´azione penale, sia la stessa celebrazione dei processi. E questo - concludono i magistrati dirigenti nella nota stampa - in un territorio caratterizzato da ogni forma di illegalità e dalla presenza della ?ndrangheta, oggi unanimemente riconosciuta come la più pericolosa e potente delle organizzazioni criminali´´. (06-04-09)
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